mercoledì 28 ottobre 2009

RICONDANNATO IL CORROTTO. E IL CORRUTTORE?




Anche per la Corte d’Appello di Milano (la seconda su tre gradi di giudizio) l’avvocato inglese David Mills è responsabile di corruzione in atti giudiziari e quindi gli ha confermato la condanna, come corrotto a quattro anni e sei mesi di reclusione. I suoi avvocati e lo stesso Nicolò Ghedini (ma di costui parleremo più avanti) hanno dichiarato che ci sarà ricorso, ovviamente, alla Cassazione.


C’è una domanda che resta ancora senza risposta: se si condanna il corrotto com’è possibile che non si condanni il corruttore? Persino nella più sperduta capanna del più sperduto paesino dell’africa nera, senza contatto con il nostro mondo incivile e per fortuna senza giornali e specialmente senza le nostre televisioni, sarebbe una domanda oziosa ma non in Italia.
Qui, in Italia, la domanda è molto seria e la risposta non è scontata. Ci hanno provato con il lodo Alfano (caro ministro della repubblica: era anticostituzionale, studiati la costituzione), ora ci riproveranno cercando di allungare i tempi del processo a carico di Berlusconi, imputato (quindi non ancora ufficialmente riconosciuto colpevole) anche lui di corruzione in atti giudiziari non come corrotto ma come corruttore, facendo scattare, nell’aprile 2011, la prescrizione. Su questo fronte, i suoi direttori di giornali, i suoi lacchè in parlamento e i suoi deputati-avvocati sono già al lavoro.

A proposito di deputati-avvocati, prendiamo per esempio il nostro Nicolò “ma-va-là” Ghedini, il 19 maggio scorso, quando uscirono le motivazioni del primo processo disse: “È una sentenza basata sul nulla, la condanna verrà annullata in appello”. Ora, alla sentenza del secondo processo in appello dice “La decisione della Corte d'Appello di Milano è del tutto illogica e nega in radice ogni risultanza in fatto e in diritto. Un processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilità di difesa. Tale decisione non potrà che essere annullata dalla Cassazione”. Quest’assicurazione è di buon auspicio: se non ha funzionato per il primo e secondo grado di giudizio, speriamo non funzioni nemmeno per il terzo. Mi chiedo: il nostro imperatore è certo che Ghedini lavori per lui? Non è che, per caso, porti sfiga? Io, ne siete testimoni, l’ho avvertito.
Come potete immaginare, la battaglia che dovranno combattere i giusti e gli onesti sarà ancora molto dura e lo dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, il nervosismo del nostro (?) premier nella sua sconclusionata e patetica e pietosa autodifesa ieri sera durante la trasmissione “Ballarò”. Ha ragione la sua ex moglie, non sta bene e non è colpa della scarlattina.


Tuttavia ieri a Silvio non è andata del tutto male, infatti, la Corte di Appello di Milano, a fronte dell’istanza di sospensione della sentenza del cosiddetto Lodo Mondadori presentata dai legali Fininvest, ha disposto la sospensione, in via provvisoria, dell’esecutività della sentenza emessa dal Tribunale di Milano: la decisione definitiva, la Corte d’Appello la prenderà probabilmente durante la prossima udienza della Camera di Consiglio prevista per il 1° dicembre.
Se son rose, fioriranno.



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