mercoledì 4 novembre 2009

L’ESEMPIO DI BARBARESCHI. IL TRADIMENTO DI UN ELETTO

Condivido con voi parte di un’intervista pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” e che mi sembra rappresentativa del clima che si respira nel parlamento italiano. L’attore e parlamentare Luca Barbareschi in quota prima di Alleanza Nazionale e poi del PDL ci fa capire la stima sua e dei suoi colleghi per il luogo “sacro” della democrazia italiana: il parlamento. Per la verità ci fa capire, con le sue risposte spocchiose e insultanti, la stima che ha del popolo che è chiamato ad ascoltare e a governare.


Non ho sentito nessun parlamentare (né della sua parte politica, ma questo è comprensibile essendo, lì, prevalente il numero di ballerine e lacchè, né dall’opposizione PD, che è ancora in coma nonostante abbia terminato le primarie ed eletto il segretario) prendere posizione in merito e bollare questo esemplare di deficienza come esempio negativo.
Un farabutto così (uso un termine introdotto recentemente da Berluscolini e se lo usa lui lo posso usare anch'io), al quale noi diamo il misero stipendio di 23.000 euro lordi al mese, dovrebbe dimettersi da onorevole e continuare a fare a tempo pieno il giullare.
Mi fanno notare che già così, come opera ora, sta facendo il giullare a tempo pieno; forse è vero.
Anzi: è vero.
E allora non dimetterti, continua così.
Poveri padri della patria e poveri noi!



Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?
"Beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze".
Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%...
"Ah sì. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa".
Non proprio...
"Senta, io lavoro molto più di lei. Dormo quattro ore a notte, sono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro".
Però dalla commissione Trasporti, della quale lei è vice-presidente, lamentano le continue assenze...
"Saranno i suoi amici a dire certe cose. In un anno e mezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portato a casa una. Sono uno dei più efficienti!"
Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po' più di attenzione?
"Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico".
Ma sono circa 23.000 mila euro lordi al mese, più tutti i benefit...
"E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente".
Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro...
"E' facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto".
Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità...
"No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri ...".
Quali?
"I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro".
Ma proprio non vede la necessità di un maggiore impegno parlamentare?
"In Israele chi fa il deputato deve lasciare ogni altro lavoro".
Appunto...
"Da noi non è così. Ho anche un'attività imprenditoriale da mandare avanti...".
Pure...
"Sì. E sono bravissimo. Mi basta un'ora per dare le direttive giuste e farle eseguire".
Sarà stanchissimo...
"Cosa? Non ho capito...".
Sento la sua voce molto affaticata...
"Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare. Saluti Travaglio, mi piace molto come lavora”.



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