venerdì 11 dicembre 2009

ANCHE L’ALBERO DI NATALE HA LE PALLE

Dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?”. Domanda retorica.

È naturale che il nostro primo ministro (non fate finta di non sapere chi è, non guardatevi attorno mostrando indifferenza, non vergognatevi: è sempre Silvio Berlusconi) abbia le palle, anche l’albero di natale ha le palle (queste sì e, contrariamente alle prime, sono turgide e rosse o dorate, con i brillantini), anche un famoso antifurto di cui non faccio il nome per non fare pubblicità gratuita ha le palle (se ricordo bene, sono due e rosso porpora).
Sarei invece meravigliato se la frase fosse stata pronunciata da Angela Merkel, suonerebbe così: “Dove si trova una forte e dura con le palle come Angela Merkel?”. E questa non è una domanda retorica. Non ho nulla contro la presidente tedesca ma la sua naturale anatomia mi fa pensare che a lei manchino tali attributi, com’è giusto che sia.
Il nostro ducetto, nemmeno quando è in trasferta si rilassa (lo fa solo quando è con il suo amico Putin, chissà perché) e non perde occasione per attaccare mezzo mondo, compresi i giudici che lo vogliono giudicare e la Corte Costituzionale che vuole che il parlamento legiferi rispettando la Costituzione. E sì, cari giudici e cara Corte, voi siete fuori dal mondo. Continuate a far arrabbiare il nostro papi con il vostro pallino (sempre palla è, ma una sola e un po’piccola) di fare bene il vostro mestiere.

Ma questa volta si è mosso persino il presidente della repubblica emerito Carlo Azeglio Ciampi (è difficile applicarli l’etichetta di comunista): “Faccio fatica a commentare sortite così inqualificabili, che riflettono tempi molto tristi. Certo, ognuno è responsabile di ciò che dice e che fa e, nel caso di un politico, sta ai cittadini esprimere un giudizio. Ma stavolta ci sarebbe quasi da valutare anche se chi lancia questo genere di accuse sia davvero ‘compos sui’, vale a dire pienamente padrone di sé”. In termini popolari dice che il leader gli sembra veramente ammalato, niente di nuovo, lo aveva già annunciato la sua ex moglie.
Ma la condanna più dura viene dal presidente della repubblica in carica (questo sì comunista), Giorgio Napolitano: “In relazione alle espressioni pronunciate dal Presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana, il Presidente della Repubblica esprime profondo rammarico e preoccupazione. Il Capo dello Stato continua a ritenere che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l'Italia abbia bisogno di quello spirito di leale collaborazione e di quell'impegno di condivisione che pochi giorni fa il Senato ha concordemente auspicato”. Cioè: tu Silvio vai all’estero e “sputtani” l’Italia attaccando gli organi di garanzia voluti dalla Costituzione: sei un pirla e un antidemocratico.
Concetto, questo, ribadito anche dalla terza carica dello stato Gianfranco Fini: “È certamente vero che la sovranità appartiene al popolo, ma il Presidente del Consiglio non può dimenticare che esso ‘la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’ (art. 1). Ed è altresì incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte Costituzionale … È la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo”.
In un colpo solo, quindi, il nostro presidente Berlusconi ci ha parlato di sesso (palle), ci ha svergognato davanti al mondo, ha rinnegato di fatto la Costituzione, ha fatto arrabbiare la prima e la terza carica dello stato (la seconda, Renato Schifani, è papidipendente e speriamo solo questo) e ha detto che cambierà la Costituzione così sarà lui che giudicherà i giudici e non viceversa.

Credo abbia ragione Ciampi: non è “compos sui”; allora mi chiedo: nella Costituzione o nel codice civile o in quello penale c’è un articolo che, in caso di non padronanza di sé, si possa mettere a riposo il capo del governo? Se c’è, tiriamolo fuori, passiamo dalle parole ai fatti.



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1 commento:

  1. "Se la risposta è Berlusconi... allora la domanda è sbagliata!"

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