domenica 30 maggio 2010

NON C’È DEMOCRAZIA SENZA VERITÀ

Ricordare le bombe e le stragi che hanno coinvolto l’Italia nel 92’ e ‘93 e sentirne, oggi, i commenti, le testimonianze e i giudizi di personaggi autorevoli e, già allora, testimoni politici di quel particolare momento storico, fa drizzare le carni.
23 maggio 1992: strage di Capaci. Vengono uccisi Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini della scorta.
19 luglio 1992: strage di via d’Amelio. Sono uccisi Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.
26-27 maggio 1993: via dei Georgofili a Firenze. Cinque persone perdono la vita.
27 luglio 1993: via Palestro a Milano, Padiglione di Arte Contemporanea. Cinque persone perdono la vita.
28 luglio 1993: San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma: numerosi feriti e gravi danni.
Un bollettino di guerra vero e proprio con, allora, un unico mandante: la mafia. Oggi scopriamo che forse non è così, che forse non fu solo la mafia a ideare e a eseguire le stragi. Forse c’è dell’altro fino ad oggi tenuto nascosto o quasi.
Il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, uno che di queste cose se ne intende, davanti ai rappresentanti dell’associazione dei familiari delle vittime dei Georgofili, ha affermato che certamente Cosa nostra, attraverso queste azioni criminali ha inteso agevolare l’avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste. D’altro canto occorre dimostrare l’esistenza di un’intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell’ordine pubblico per la sua affermazione. Rimangono molte domande a cui bisogna dare risposta”.
Walter Veltroni conferma e chiede di chiarire: “Il Paese non può assistere da spettatore indifferente a notizie sconvolgenti che in altre democrazie sarebbero priorità assolute. Mettiamo per un momento da parte tutto il resto, la manovra finanziaria e la crisi, Berlusconi e Fini, le questioni interne ai partiti e fermiamoci tutti, destra e sinistra, a riflettere sulle parole di Piero Grasso. Sì, i galantuomini di destra e di sinistra, perché in ballo ci sono i fondamentali della democrazia. C’è davvero un pezzo dello Stato dietro la morte di Falcone e Borsellino, le stragi del ‘92 e ‘93? Se è così, che cosa c’è di più importante da chiarire ora e subito?”.
Ora, anche l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in quegli anni Capo del Governo, conferma il nuovo scenario che vede pezzi di anti-stato minare la democrazia e chiede al governo e a Silvio Berlusconi di rompere il muro del silenzio, di chiarire in Parlamento cosa accadde tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica. “Non c’è democrazia senza verità. Questo è il tempo della verità. Chi c’è dietro le stragi del ‘92 e ‘93? Chi c’è dietro le bombe contro il mio governo di allora? Il Paese ha il diritto di saperlo, per evitare che quella stagione si ripeta ... Chi armò la mano degli attentatori? Fu solo la mafia, o dietro Cosa Nostra si mossero anche pezzi deviati dell’apparato statale, anzi dell’anti-stato annidato dentro e contro lo Stato, come dice Veltroni? E perché, soprattutto, partì questo attacco allo Stato? Tuttora io stesso non so capire”.
Non fa impressione tutto questo?
Cosa vuol dire Grasso quando afferma che cosa nostra ha inteso agevolare l’avvento di nuove realtà politiche? Si riferisce forse a Forza Italia ridando così, in qualche modo, dignità alle “minchiate” del pentito di mafia Gaspare Spatuzza?
Veltroni conferma l’esistenza e l’operatività deviata dell’anti-stato. Chi è il regista di tutto questo e a chi ha giovato? Chi e cosa è nato e cresciuto dal sangue di questi assassinii?
E perché, come afferma Ciampi, si continua a nascondere al paese la verità? Chi ha paura della verità, temendo la democrazia? Cosa sottintende quando dice “... per evitare che questa stagione si ripeta”, sono in pericolo già oggi la libertà e la democrazia?
Ho l’impressione che non ne verremo a capo: la stampa ne parla lo stretto necessario e chi ci governa teme, meglio, odia la democrazia (leggi ad personam, bavaglio alla libertà d'informazione, guerra al potere giudiziario, eccetera).


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